Il pannello spento

C’è chi dice da due settimane, chi da oltre un mese. Ma tutti concordano su un fatto: da fin troppo tempo è spento il pannello  luminoso che indica l’esistenza di una zona a traffico limitato sul lungomare di Pozzuoli.

Il pannello non funzionante si trova proprio all’ingresso della Ztl (all’altezza del civico 171 del corso Umberto 1°) ed è associato alla prima telecamera che controlla e sanziona gli ingressi non autorizzati nell’area sottoposta ad accesso regolamentato.

La telecamera collegata al pannello guasto
La telecamera collegata al pannello guasto

Risultato: quando si arriva al secondo pannello, posizionato pochi metri più avanti e funzionante nel segnalare il “varco attivo” (divieto di transito per i non residenti) o “non attivo” (via libera per tutti), è già troppo tardi per chi è in difetto, giacché l’occhio elettronico precedente ha già registrato la targa da contravvenzionare.

Incredibile ma vero, il disservizio sembra non interessare a nessuno, giacchè il pannello guasto non è stato ancora riparato e ci sembra quanto meno improbabile che i vigili (sempre presenti in zona) non abbiano notato e segnalato l’anomalia a chi di dovere.

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Il pannello spento in una foto diurna

Una cosa è certa: se tutte le multe da 98,08 euro prese per questo motivo possono essere contestabili riuscendo a dimostrare la buona fede causata dal mancato funzionamento di quel pannello (altre “sanatorie” in vista?), gli unici a guadagnarci da questo guasto sono i signori della “Compunet”, la ditta privata di Catania (sponsorizzata al Comune da Guglielmo Allodi, ex capo staff di Bassolino alla Regione) di cui abbiamo già ampiamente scritto il 14 settembre : azienda che incassa sempre e comunque 18 euro e 8 centesimi per la lavorazione e la notifica di ognuna delle sanzioni (valida o annullata) derivate dalla violazione di questi varchi.

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La telecamera collegata al pannello spento in una immagine diurna

Varchi elettronici che la stessa “Compunet” gestisce, almeno da quanto si evince attraverso i documenti ufficiali del Comune.

Ovviamente, ci auguriamo che dalla ditta catanese non dipenda anche il funzionamento di questi pannelli, altrimenti dovremmo davvero diventare molto malpensanti…