Figliolia e Manzoni, i "separati in casa" nella maggioranza

Ve lo immaginate un Figliolia 60enne già pensionato nei “giardinetti della politica” dopo aver gestito da sindaco il potere locale per 14 anni?

Noi no, non ce lo vediamo proprio in quelle vesti.

E crediamo di non essere i soli a Pozzuoli e tra chi conosce un pochino il carattere e le ambizioni dell’attuale Primo Cittadino.

Partendo da questo dato, abbiamo dunque ipotizzato che, sotto sotto, la crisi di maggioranza esplosa ufficialmente ieri in Consiglio Comunale non faccia poi così dispiacere al Vincenzo più noto nel “capoluogo” flegreo.

Il presidente consiliare Manzoni e il sindaco Figliolia

Oggi mi astengo sul bilancio e ti consento di restare in carica, domani ti voto contro e ti dò l’ultimatum, dopodomani ti faccio andare a casa se trovo altri cinque ai quali hai mancato di “rispetto”: potrebbe essere questo il ragionamento interno al gruppo degli otto ribelli che, capitanati dal presidente consiliare Gigi Manzoni (prossimo candidato a sindaco e ormai nemico politico giurato di Figliolia), vogliono dimostrare al Sindaco che senza il loro appoggio lui non ha speranze di portare a termine il mandato.

Ma forse, a pensarci bene, è proprio Figliolia che, se vuole evitare un brusco stop alla sua carriera politica, non ha nessun interesse a concludere la consiliatura a scadenza naturale, cioè l’11 luglio del 2022.

E chissà, forse il “gioco” di Figliolia è proprio quello di tirare la corda così a lungo con i “dissidenti” da spezzarla al momento giusto e farsi cacciare dal Palazzo.

Motivi fondati, alla base di questo ragionamento, ce ne sono.

Il primo riguarda i mandati da sindaco.

Per legge non possono mai essere più di tre consecutivi.

Dunque, Figliolia, se conclude questo mandato da sindaco (il secondo di fila), non può ricandidarsi alla carica di Primo Cittadino per la consiliatura dal 2022 al 2027.

La stessa legge però consente una scappatoia: il terzo mandato consecutivo da sindaco è possibile se almeno uno dei due mandati precedenti si conclude prima di metà consiliatura, ossia prima dei 2 anni sei mesi e un giorno dalla proclamazione degli eletti, e questo accade solo nel caso in cui non vi siano dimissioni volontarie da parte del Sindaco.

Tradotto in soldoni: se Figliolia viene sfiduciato o mandato a casa dalla maggioranza dei consiglieri entro l’11 gennaio del 2020, può ricandidarsi per la terza volta consecutiva alla carica di Sindaco di Pozzuoli.

Ora, provate ad immaginare una campagna elettorale condotta da Figliolia come vittima di una congiura politica ai suoi danni da parte di alleati e avversari: l’attuale Primo Cittadino potrebbe conquistare un altro plebiscito di consensi.

Ma a Figliolia potrebbe convenire farsi cacciare prima dell’11 gennaio 2020 solo per giocarsi tutte le carte sul terzo mandato da Sindaco?

No di certo. E vediamo perché.

Nella primavera del 2020 si voterà di nuovo per le Regionali.

Se Figliolia, in quel periodo, fosse ancora Sindaco, avrebbe la certezza di non potersi ricandidare per un terzo mandato da primo cittadino e dunque potrebbe essere tentato dal giocarsi la carta dell’elezione in Consiglio Regionale.

Ma, per non risultare ineleggibile a consigliere regionale, stando alla legge regionale 16 del 7 agosto 2014 (articolo 1 comma 212), dovrebbe dimettersi da Sindaco entro la data di presentazione delle candidature al Consiglio Regionale.

L’aula del Consiglio Regionale

Potrebbe mai fare questo “tradimento” alla città dopo aver già giurato  solennemente il contrario ai cittadini e dopo aver aspramente contestato in passato la candidatura al consiglio regionale di un avversario politico come l’ex sindaco Pasquale Giacobbe?

Solo una giustificazione salverebbe Figliolia dallo sdegno generale: l’essere stato, nel frattempo, rimosso, per via politica, dalla carica di Sindaco.

Altra opzione per una campagna elettorale da “vittima” e altre speranze di successo per entrare in Consiglio Regionale, con tutti i benefit del caso.

Stesso discorso per una potenziale candidatura in Parlamento.

Con l’aria che tira, voi pensate che l’attuale legislatura duri cinque anni?

Assai improbabile.

E, chi potrebbe trarne un vantaggio elettorale dall’alleanza Cinque Stelle-Pd? Molto probabilmente il partito Democratico.

Con un Pd in potenziale risalita e nuove elezioni prima del 2023, Figliolia potrebbe avere una terza carta da giocare per non andare in “pensione politica” a 60 anni, ossia una candidatura alla Camera o al Senato.

Per farlo, dovrebbe dimettersi da Sindaco sei mesi prima delle elezioni Politiche.

In questo caso, vale lo stesso discorso fatto per le Regionali: come potrebbe giustificarsi agli occhi dei suoi elettori se non con il pretesto di non essere più sindaco per “colpa” di chi lo avrebbe mandato a casa?

Voi dite che è fantapolitica? Chissà.

Voi dite che, come li ha fatti Pozzuoli21, questi conti non li ha fatti anche Figliolia?

Impossibile per un uomo scaltro e lungimirante come l’attuale Sindaco.

E allora è possibile anche che Figliolia stia pilotando questa crisi per tenersi aperte tre strade invece che un sicuro vicolo cieco.

Così come è possibile che Manzoni & company, convinti fino in fondo dei propri mezzi per “prendersi il Palazzo” (per usare un termine calcistico molto in voga in questo momento..) siano consapevoli del “gioco” e vogliano disputare questa partita a scacchi aspettando e sperando che Figliolia commetta il primo errore…

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